Musica: “Gli Echi dell'Eterna Bellezza”, pensando a Pompei

Presentato il disco prodotto con melodie composte immaginando di passeggiare nella città antica
di Redazione Ecampania.it - 14 Dicembre 2019
Musica: “Gli Echi dell'Eterna Bellezza”, pensando a Pompei

Melodie composte immaginando di passeggiare a Pompei: vuole essere questo “Gli Echi dell’Eterna Bellezza”, disco di musica contemporanea ispirata alle meraviglie dell’antica città sepolta che è tornata a vivere, perennemente sospesa fra il suo tragico passato e uno splendido futuro, capace di regalare sempre nuovi tesori. E proprio il complesso tema del rapporto tra il tempo e lo spazio è alla base delle musiche firmate dai Maestri Flavio Cuccurullo, Antonio Onorato, Pericle Odierna e Nicola H. Samale, incise dall’Artemus Ensemble di Pompei diretta dal Maestro Alfonso Todisco, racchiuse nel disco prodotto da Satyr M.B. production, casa di produzione diretta dal direttore artistico Nello Petrucci, con il coordinamento alla produzione di Teresa Desiderio e Raffaele De Gennaro.

Il disco è stato presentato questa mattina a Palazzo De Fusco, sede del Comune di Pompei, alla presenza del sindaco Pietro Amitrano, nel corso dell'incontro con i protagonisti, moderato dal giornalista Carlo Manfredi. Quattro sono i brani contenuti nel cd, ognuno espressione della sensibilità artistica di ogni singolo autore, che si è lasciato ispirare – in maniera più o meno diretta – dal fascino della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. Il disco raccoglie stili e tecniche compositive differenti, tutte espressione della forte personalità dei compositori protagonisti. La versione digitale del cd è in distribuzione su Spotify, iTunes, Amazon e Deezer.

“Gli echi dell’Eterna Bellezza” di Flavio Cuccurullo dà il nome al progetto e si propone come una riflessione profonda sul rapporto tra l’antico e il moderno. Nel brano sembra stagliarsi un’eco che viaggia nei secoli fino ad oggi, grazie anche al particolarissimo suono del clarinetto greco. La mente immagina di essere a Pompei: uno spazio in cui sembra di poter rivivere tempi ormai lontani; un luogo dove ancora oggi sembra di poter sentire il respiro di chi la abitava e la viveva fino a un attimo prima della tragedia. Grazie all'espressività dell'orchestra d'archi e alle sonorità antiche e remote affidate al clarinetto greco, questo brano si propone di invitare l'ascoltatore ad una riflessione profonda indirizzata a delineare un passaggio tra l'antico e il moderno, tra il sacro e il profano, tra le stelle e il cielo.

“Pompei Misteriosa” di Antonio Onorato è un brano ispirato al “mistero” che riecheggia nella Pompei antica, che ancora oggi ci regala nuove sorprese, nuove scoperte. In questa musica riecheggia l'idea di mistero, di sospensione. Per il compositore, Pompei è “un grande enigma”: i tanti ritrovamenti che si sono susseguiti negli ultimi anni grazie ai nuovi scavi fanno capire che qui il compito della ricerca non è mai terminato, perché la città antica è un mistero sempre più fitto.

“Elegia per Archi” di Nicola H. Samale trasporta l’ascoltatore in un mondo in continua sospensione, il tema espressivo è volto ancora intorno al concetto di “mistero”, in una ricerca continua di atmosfere arcane, inspiegabili, attraverso tensioni armoniche che trasmettono un senso di instabilità, ma allo stesso tempo si evidenzia l’idea di enigma, di curiosità. Un po’ come Pompei: incuriosisce sempre proprio perché racchiude, nel suo aspetto più intimo, tanti misteri ancora irrisolti. Il brano è un’elegia per archi appassionante e drammatico, stilisticamente composto sulla scia del serialismo e dodecafonia del primo Novecento musicale.

“Viaggio in America” di Pericle Odierna è un brano vivace, di grande impatto, che con un ascolto attento trasporta l’ascoltatore in un viaggio musicale, in cui si ritrova il contrasto tra sonorità moderne e tecniche compositive barocche, anche qui in un connubio tra passato e presente che sembra disperdere il concetto di tempo e spazio. Così come l’America fu il “Nuovo Mondo” per gli Europei, così Pompei è divenuta – in questo brano – un “mondo nuovo” tutto da scoprire, grazie ai particolari sulla vita quotidiana emersi in oltre due secoli e mezzo di storia degli Scavi. Il brano è un concerto per orchestra d'archi in 3 movimenti (Allegro, Adagio, Allegro), in cui risalta nei temi spigliati e di grande vivacità ritmica la chiara influenza della musica americana del secondo Novecento, arricchita da un felice incontro con le tecniche contrappuntistiche più vicine alla prassi compositiva barocca. Il tutto crea un contrasto molto interessante e complesso, ma allo stesso tempo fluido e di grande effetto.

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