Museo del Vino a Trecase: ok al progetto definitivo

Quasi 900mila euro per il restyling di “Casa Casella”, inserita nel Grande Progetto Pompei
di Marco De Rosa - 16 Ottobre 2019
Museo del Vino a Trecase: ok al progetto definitivo. De Luca: “Straordinaria opportunità di sviluppo”

“L’obiettivo è quello di portare almeno 500 turisti al giorno qui a Trecase. Con il Museo del Vino si dà il via alla più grande proposta strategica di sviluppo dell’interno territorio vesuviano”. Il sindaco di Trecase Raffaele De Luca ha commentato così l’ok al progetto definitivo per il restyling di “Casa Casella” e la realizzazione del Museo del Vino.

Con la delibera di giunta 85 il comune di Trecase ha approvato all’unanimità il progetto definitivo di riqualificazione del fabbricato di proprietà comunale, di epoca settecentesca, per un valore di quasi 900mila euro.

Circa 10mila metri quadrati di aree verdi, un’area di stazionamento bus turistici, area spettacoli e aree degustazioni. Un lavoro partito nel 2017 con lo studio di prefattibilità del Progetto Casella Museo del Vino e Porta periurbana del parco del Vesuvio e delle ipotesi progettuali da inserire nel Piano strategico del Grande progetto Pompei.

Nel luglio scorso la svolta con l’incarico per la redazione del progetto affidato all’ingegnere Antonio Parlato. Venerdì 11 ottobre l’approvazione definitiva al progetto dal valore di 879.756,58 euro, firmata dalla responsabile Unica del Procedimento Annamaria Somma.

“Si tratta di una vera e propria porta di accesso al Vesuvio – ha spiegato il primo cittadino Raffaele De Luca, il quale però cerca di non sbottonarsi troppo sui tempi -. Entro fine anno ci aspettiamo l’arrivo dei fondi, dopodiché faremo il bando di gara sperando che entro l’estate inizino i lavori. Se la Strada Matrone verrà ripristinata per la nuova stagione turistica, potremmo con un po’ di sforzi farci trovare puntuali per avere la possibilità di attrarre i turisti che arrivano per visitare il Vesuvio”.

Varie le convenzioni che si vogliono mettere sul piatto: sono settimane di colloqui intensivi con Slow Food Vesuvio e con la Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli per l’attivazione di “un vigneto culturale, non solo didattico, in modo tale che anche gli studenti del territorio possano venire qui”.

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