Frosinone-Napoli, tra la nostalgia di Sarri e la pazienza per Ancelotti

Tifosi azzurri divisi tra sarriani e ancelottiani. Il malcontento impazza, ma l’ex allenatore di Real Madrid e Bayern Monaco ha bisogno di tempo.
di Redazione Ecampania.it - 26 Aprile 2019

Uno striscione, un ricordo, quattro parole che valgono come mille. Domenica scorsa, al San Paolo, la Curva B ha deciso di rendere omaggio al suo ex allenatore, scrivendo “Sarri uno di noi”. Certo, era per celebrare l’anniversario del gol al 90esimo di Koulibaly, che allo Juventus Stadium aveva dato l’illusione di uno scudetto veramente vicino. Di sicuro era anche per manifestare vicinanza al tecnico del Chelsea, apostrofato come “italiano di me**a” in terra inglese. Tutto vero, tutto lecito. Ma il malcontento della piazza contro società, squadra e allenatore è fuori dubbio.

Il Napoli è secondo, il primo tra i mortali alle spalle dell’invincibile Juventus, ma qualcosa è cambiato rispetto al recente passato. Dall’inizio dell’anno i paragoni tra il gioco sarriano e quello ancelottiano si rincorrono e si fanno la guerra. Ma l’ex tecnico di Milan, Paris Saint Germain, Real Madrid e Bayern Monaco era stato preso per fare bene in Europa, per non snobbare gli impegni infrasettimanali, per arrivare fino in fondo almeno in Coppa Uefa. La realtà dei fatti è diversa. La Champions è stata salutata alla fase a gironi, in Europa League l’Arsenal gli ha sbattuto la porta in faccia. Un’altra stagione deludente, un’altra annata sbagliata.

Quello che preoccupa, soprattutto, è come il Napoli abbia perso subito la voglia, le motivazioni, la speranza. Che lo Scudetto sarebbe stato, ancora una volta, roba bianconera, lo si sapeva da dicembre. E Ancelotti non è stato in grado di spronare la squadra, di alzare la tensione, di mantenere l’asticella.

Solo una vittoria nelle ultime sei partite dei partenopei, tra l’altro contro il Chievo Verona già retrocesso. Per il resto sono arrivate sconfitte contro Empoli e Atalanta, oltra alla doppia batosta contro l’Arsenal di Emery. Nonostante questo domenica 28 aprile alle 12.30 il successo del Napoli contro il Frosinone si gioca a 1.34. Più per demerito degli avversari che per meriti propri: infatti il Frosinone è quasi spacciato, con 10 punti di distacco dalla salvezza. La vittoria ciociara si gioca infatti a 8.50, mentre l’X è messo in lavagna a 4.75.

Nelle ultime cinque sfide tra le due squadre è stata sempre goleada per il Napoli: due 4-0 e un 1-5 per gli azzurri, che hanno vinto 6 delle ultime 8 partite contro il Frosinone. Goleade, reti a raffica, over3.5 come se piovesse. Ma era un altro Napoli, era il Napoli di Sarri. Quel Sarri che, forse, potrebbe tornare in Italia ma sulla panchina della Roma. Lì allora il rimpianto e la nostalgia raggiungerebbero quote elevatissime. L’invito, forse, è allora di mantenere la calma. Il primo anno di Ancelotti è servito al sopracciglio più famoso del calcio a prendere le misure, a conoscere ambiente e squadra, ad entrare nella parte. A plasmare, a lavorare, a capire. Il prossimo anno sarà sicuramente un’altra storia. Serve pazienza e passione. Sulla seconda non abbiamo dubbi, la prima, invece, nel calcio non ce l’ha mai nessuno.

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