Le ville romane nel territorio vesuviano

Vivere in villa al tempo dei romani: produttività e cultura
di Maria Cristina Napolitano - 03 Giugno 2014
stabia villa san marco, archeologia, scavi

Iniziamo la nostra visita dalla cittadina di Boscoreale (in treno: Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino/fermata Boscoreale + bus loc. Villa Regina; in auto: autostrada A3 Napoli-Salerno/uscita Pompei Ovest o Torre Annunziata sud, seguire le indicazioni per l’Antiquarium), antico suburbio settentrionale di Pompei popolato da villae rusticae, le aziende agricole dell’antichità, in cui numerosi ambienti erano destinati allo stoccaggio e alla lavorazione dei prodotti dei campi.

In tutta l’area archeologica sono state individuate circa una trentina di impianti rustici, di cui uno solo oggi è in luce e visitabile: la Villa della Regina, risalente alla metà del I sec. a.C. e dedicato alla produzione di vino.

Si consiglia la visita all’Antiquarium adiacente alla villa, in cui sarà possibile ammirare, tra gli altri, i reperti provenienti dalle ville del territorio; si segnalano in particolare i reperti della Villa della Pisanella (in cui fu rinvenuto il famoso corredo di argenterie oggi quasi interamente al Louvre) e della Villa di Publius Fannius Synistor (da cui provengono alcune delle più celebri pitture dell’antichità, oggi in parte al MANN o al Metropolitan di New York).

Da Boscoreale rimettiamoci in cammino verso Oplontis, l’attuale Torre Annunziata (a circa 2 km di distanza: in Circumvesuviana: linea Napoli-Sorrento, fermata Torre Annunziata/Oplontis; linea Napoli-Poggiomarino, fermata Torre Annunziata/Oplontis; in auto: proseguire sull’A3, uscita Torre Annunziata sud), e dirigiamoci verso la Villa di Poppea, seconda tappa del nostro itinerario.

La villa è ritenuta di proprietà di Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone, sulla base del rinvenimento di un graffito parietale menzionante Beryllos, personaggio della corte neroniana e dalla presenza del nome del servo di Poppea, Secundus, su un’anfora vinaria e su un piatto. Secondo un’altra interpretazione appartenne a M. Pupius Piso Frugi Calpurnianus, console nel 61 a.C. Qualunque sia stato il suo proprietario siamo di fronte alla più vasta villa suburbana di epoca romana finora conosciuta. La struttura presenta delle parti di maggiore antichità databili al I sec. a.C. e delle zone interessate da lavori di restauro negli ultimi anni di vita dell’abitazione, sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Ci raccomandiamo di soffermarvi sulle pitture parietali che riproducono finte architetture e fughe prospettiche, esempio eccellente delle mirabolanti finzioni sceniche dell’arte pittorica romana.

Ed ora in cammino verso Stabiae (l’odierna Castellammare di Stabia; Circumvesuviana: fermata di via Nocera + Bus 1 rosso; in auto: A3 uscita C.mare direzione Varano, Via Passeggiata Archeologica).

Le ville si sviluppavano lungo il pianoro della collina di Varano, in armonia col paesaggio, con lo scopo di godere a pieno del meraviglioso panorama del golfo di Napoli. Il paesaggio viene “incorniciato” dalle architetture che si aprono su di esso: finestre, stanze da pranzo e di soggiorno riflettono un bisogno romantico di ricongiungersi con la natura. In questo sito sarà possibile visitare tre complessi residenziali di notevoli dimensioni e di grande pregio artistico: la villa San Marco, la Villa di Arianna e il c.d. Secondo Complesso.

Lasciamo Stabiae per dirigerci in penisola sorrentina, nel piccolo paese di Piano di Sorrento (Circumvesuviana: fermata di Piano; in auto: Statale Sorrentina 145), per visitare il Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina “George Vallet”.

Particolarmente piacevole sarà osservare, se viaggiamo in macchina, il paesaggio costiero, uno dei più interessanti d’Italia per la vegetazione e i caratteristici banchi tufacei sporgenti sul mare.

Una volta giunti a Piano, proseguire verso Villa Fondi di Sangro, sede del museo e ultima tappa del nostro itinerario, in cui una sezione è dedicata alle ville marittime che costellavano la zona tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. Vale la pena fermarsi a girovagare all’interno del giardino parte del complesso architettonico neoclassico di Villa Fondi che ospita anche il ninfeo a mosaico di Marina della Lobra.