La chiesa, le maioliche e il museo: i tesori di Santa Chiara

Lo straordinario complesso del Monastero delle Clarisse
di Maria Cristina Napolitano - 25 Giugno 2014
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Uno dei monumenti più famosi di Napoli, celebrato anche nella canzone napoletana, il Monastero di Santa Chiara, si trova in una delle strade più famose e frequentate della città, Spaccanapoli.

Il monastero fu voluto da Roberto I d’Angiò e sua moglie Sancia, di cui all’interno restano anche due bronzi. In particolare fu la regina Sancia a volere fortemente la costruzione del monastero, per rendere omaggio al suo desiderio represso di vita monastica. La chiesa fu eretta nel 1310 da Gagliardo Primario, collegata al monastero delle Clarisse, era destinata a pantheon dei sovrani.

La facciata della chiesa è ornata da un enorme rosone; l’ingresso è sormontato da un pronao con tre fornici e sulla sinistra il campanile. La chiesa fu modificata nel 1742 ma gli stupendi interni vennero distrutti nel bombardamento del 1943, e ciò che di settecentesco era sopravvissuto fu obliterato definitivamente dal restauro degli anni ’50 in cui si decise di rimettere in luce le forme gotiche.

L’interno è ad una navata con dieci cappelle per lato. Il coro delle Monache, a cui si arriva attraverso la sagrestia, fu pensato da Leonardo di Vito come una chiesa autonoma.

Nella chiesa sono conservate le tombe di Roberto d’Angiò, che è per dimensioni il più grande monumento funebre del medioevo italiano, opera di Giovanni e Pacio Bertini del 1343, il sepolcro di Maria Durazzo, di Carlo di Calabria e sua moglie Maria di Valois entrambi di Tino di Camaino.

Dal lato sinistro si accede al chiostro delle Clarisse di fondazione trecentesca, ma modificato nelle forme attuali nel ‘700, che lo hanno reso particolarmente celebre e apprezzato dai visitatori di tutto il mondo per le sue 30.000 maioliche policrome (le “riggiole”, mattonelle, termine napoletano che deriva dallo spagnolo “rajola”). I colori delle maioliche ben si combinano con gli alberi e le piante che decorano il chiostro: i limoni, la vite, il glicine. Paesaggi e scene quotidiane sono i temi rappresentati negli schienali di seduta del chiostro, con scene di caccia, pesca, danza, vedute fantastiche. Il giardino, che nulla sembra avere in comune con la morigerata vita di clausura, fu ideato da Domenico Antonio Vaccaro e nel 1739 realizzato da Giuseppe e Donato Massa.

Le pareti del portico, che circonda il chiostro maiolicato, sono decorate con storie francescane. In una sala, a cui si accede dal portico, è conservato un presepe dell’epoca di Ferdinando IV di Borbone.

All’interno è possibile visitare anche il Museo dell’Opera di Santa Chiara in cui sono ospitati pezzi relativi al monastero o provenienti da altri conventi francescani soppressi nell’800. Ben conservato e godibile attraverso un camminamento sopraelevato è il complesso termale di I secolo d.C che ricadeva all’esterno della cinta muraria, in uso sino all’età tardo antica. 

napoli Durata:
3 Ore
Costo: Intero: € 6,00 Ridotto: € 4,50
Chiesa: 7:30-13:00; 16:30-20:00, Complesso Monumentale feriali: 9:30-17:30; festivi: 10:00-14:30
Telefono: +39.081 7971224 Tipo: complesso monumentale Per maggiori informazioni