Vi raccontiamo la sagra del Riavulillo di Arola

In giro per sagre, questa volta vi portiamo nel casale montano di Vico Equense
di Giuseppe Scarica - 03 Agosto 2015
Vi raccontiamo la sagra del Riavulillo di Arola

Non vedevamo l’ora. Sere afose d’agosto, la ricerca di un posto fresco e la voglia di addentare una delle pietanze più buone in sagra in questo periodo ci hanno portato ad Arola una piccola frazione montana sulle pendici del Faito nel territorio di Vico Equense.

La “scalata” ad Arola è piacevole, attraversando le varie frazioni montane il sollievo arriva dal termometro dell’auto che man mano scende e ci fa assaporare l’aria mite della collina. Arriviamo ad Arola, dopo qualche tornante  e qualche semaforo che regola dei sensi unici alternati, in breve tempo. I volontari ci indicano i parcheggi, ben organizzati e vicino alla sagra.

LA PHOTOGALLERY DELLA SAGRA DEL RIAVULILLO

Lasciate le auto ci immergiamo nel clima sagraiolo di Arola. Per noi che a questa sagra ci veniamo un anno si ed un anno pure, l’impressione è di essere andati via ieri. Le bancarelle ci accolgono prima di entrare nel piazzale antistante la Parrocchia di Sant’Antonio Abate, fulcro della frazione ed in questi giorni, della sagra.

Centinaia di persone invadono le due piazzette terrazzate allestite con tavolini e appoggi alle ringhiere per permettere di assaporare comodamente le pietanze. Davanti alla parrocchia campeggia uno striscione col menu’ e di fianco ci sono le casse. Scegliamo….panini con porchetta, salsiccia o riavulillo, un intrigante pasta e patate e un piatto arolese con provolone del Monaco.

Scegliamo ovviamente di provare il Riavullilo, un formaggio di pasta filata ripieno di olive nere e un pizzico di peperoncino, cotto sui carboni ardenti fin quando non si “squaglia” ed è pronto da adagiare su di un morbido panino o meglio ancora al piatto. Numerosi i contorni tra cui scegliere, tutti rigorosamente preprarati dalle massaie e dai volontari arolesi: melenzane a funghetti o sott’olio, patate, peperoni. La fila non di affamati avventori è più numerosa per il riavulillo, ovviamente, ma scorre rapida. In meno di dieci minuti abbiamo tra le mani il nostro panino, il riavulillo è scottato al punto giusto, lo addentiamo con famelica frenesia e il nostro palato è in festa. Non ci accontentiamo. E’ il turno della porzione del Provolone del Monaco, servito con una caponatina di pomodori, una ricottina fresca ed un bocconcino di fior di latte. Un piatto che nella sua semplicità raccoglie tutto il gusto dei Lattari ed il sapore di questa sagra di collina, semplice e gustosa. Lo accompagniamo con un bel bicchiere di vino, una passaggiata tra le bancarelle e poi via, si torna a casa. L’afa per una sera è lontana e fino a mercoledi ad Arola c’è un ottimo rimedio per curare il caldo e la fame.

Buona sagra a tutti!

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