Tutti i segreti della pizza a Villa Palmentiello

Quinto appuntamento con Maria Calabrese nel segno del piatto principe della Campania
di Maddalena Marano - 21 Marzo 2016
Tutti i segreti della pizza a Villa Palmentiello

Sabato 19 marzo si è tenuto il quinto appuntamento del ciclo “Le Signore dei Fornelli”, format organizzato a Villa Palmentiello, suggestivo agriturismo di Casola di Napoli, dalla giornalista enogastronomica Laura Gambacorta.

A fare da padrona alla scena, questa volta, la pizza napoletana di Maria Calabrese, affiancata dal figlio Francesco Gallifuoco, entrambi colonne portanti della pizzeria Franco di Napoli. Mamma e figlio hanno dato vita ad un percorso degustativo inaugurato da un classico della nostra tradizione il calzoncino fritto un must dello street food napoletano, una di quelle cose che al il primo morso pensi: come farei a "campare" senza?

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Leggero e fragrante, dal gusto pieno che ci ha condotti dritti al sapore avvolgente e ruffiano della pizza Palmentiello, una creazione a quattro mani nata dall'idea di Francesco Gallifuoco e Ciro Polese, patron della splendida cornice che ci ha ospitati. Una pizza intensa dove il baccalà la fa da padrone in un matrimonio perfetto con pomodorini e fiordilatte. A seguire, una pizza nata dall'immaginario di Francesco pizza "due Sicilie", in onore alla nostra terra: un percorso attraverso il Regno delle due Sicilie, partendo dalle olive di Gaeta, passando per l’ impasto napoletano, facendo tappa a Sarno per il pomodoro, a Cetara per il tonno fresco e arrivando fin giù lo stivale con un pesto alla trapanese, un’alternanza di gusto tra terra e mare racchiuso in pochi centimetri di pasta.

Intervallo di pizze con un altro must della tradizione rivisitata in chiave moderna, la frittatina di pasta: sotto la pasta croccante, al primo taglio un profumo ha pervaso le narici, al primo morso il sapore del salmone, forte, intenso ed originale.

Concludiamo con le due pizze che rappresentano la storia di Napoli: margherita e marinara, il tutto in abbinamento alle birre artigianali del birrificio Maneba di Striano. Tre progetti, Clelia, Oro di Napoli e Vesuvia nati nel 2008 dalla caparbietà e dalla perseveranza di Nello Marciano, un giovane imprenditore che ha fatto di una passione un lavoro. Clelia, speziata, dal colore giallo pallido aromatizzata al coriandolo, pepe bianco, bucce d'arancia dolce e amara e limoni della costiera; Oro di Napoli, una blonde Ale, di 4.8 gradi, amara, fresca e dissetante, mai  banale, perfetta in abbinamento alla pizza; Vesuvia, della stessa famiglia “ale”, però di tradizione belga, 7.2 gradi alcolici, nome che nasce dal colore rossastro della birra, che rimanda alla lava del Vesuvio, aromatizzata al coriandolo, intenso il profumo di malto tostato, al gusto risulta essere una rossa ben strutturata con leggeri sentori di caramello.

Gran finale con il dessert di Maria Cannavacciulo, chef resident, una trilogia di colore con spiedino di frutta, crema al cioccolato e zeppolina di San Giuseppe.

In attesa del quinto ed ultimo appuntamento con “Le Signore dei Fornelli”, ci siamo ancora una volta deliziati con le eccellenze della nostra terra: la Campania.

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