La pepita d’oro vesuviana, il piennolo giallo

Con gli spaghetti e le vongole per un tripudio di sapore
di Maddalena Marano - 06 Ottobre 2016

Vedere un prodotto della terra tipicamente rosso, il pomodoro, in una variante dal colore giallo è di per sé un fatto curioso. Se poi scopriamo che è anche privo di acidità e ricco di vitamine e antiossidanti, ecco che il pomodorino giallo diventa subito un cibo di tendenza. A tavola, infatti, non bisogna soddisfare solo il palato, ma anche la vista ed i colori aiutano a stuzzicare interesse per i cibi. Se diciamo ‘pomodoro‘, il primo e unico colore che ci viene in mente è il rosso.  È proprio quando le associazioni di pensiero sono così radicate che ogni cambiamento suscita curiosità. Ecco spiegata una delle ragioni del successo del pomodorino giallo. Differente per il sapore e per alcune sue proprietà nutrizionali dal pomodoro rosso, questo alimento si è imposto subito in virtù della curiosità e dell’entusiasmo che genera il suo colore.

Qualcuno sostiene che i primi esemplari furono portati a Napoli dagli spagnoli nel 1503, ma la prima annotazione scritta che li riguarda risale al 1544, quando il medico e umanista Pietro Andrea Mattioli nel suo Medici Senensis Commentarii lo definì mala aurea, poi tradotto letteralmente in italiano come "pomo d'oro".

Arrivato fino a noi grazie all’opera dei monaci camaldolesi di Nola, che lo hanno coltivato per secoli nei loro orti, mantenendone intatta la tradizione, questa varietà ha una forma ovale allungata, è raccolta a grappolo e appesa sui balconi, prendendo, in questo modo, il nome di ‘piennolo’, che significa ‘pendolo’.

Giallo come il sole, buccia spessa, polpa soda e un grande e dolce sapore. Le sue caratteristiche lo rendono ricco, sano e sostanzioso, con un gusto eccezionale e un contenuto di vitamine tre volte superiore agli altri pomodori.

Può essere consumato al naturale, ideale per preparare salse di cui esalta il colore e il sapore aggiungendo un piacevole gusto dolce e ‘pieno’, perfetto per le pietanze di mare come:

Gli Spaghetti con vongole veraci e pomodorini gialli.

Ingredienti:
400 gr spaghetti
300 gr pomodorini gialli del piennolo
600 gr di vongole
1 spicchio d’aglio
Sale e pepe q.b.
Olio evo

Preparazione. Cominciamo con fare aprire le vongole, dopo averle lavate sotto acqua corrente, in una padella ampia. Togliamole appena aperte e mettiamole in una ciotola con il loro sugo, nella stessa padella mettiamo 4 cucchiai di olio evo e uno spicchio d’aglio, facciamolo dorare e aggiungiamo i pomodorini gialli tagliati a metà. Lasciamo cuocere per qualche minuto, nel frattempo mettiamo l’acqua per gli spaghetti e appena giunge a bollore caliamo la pasta, una volta appassiti leggermente i pomodori uniamo le vongole, del prezzemolo tritato finemente ed il liquido di cottura filtrato. Aggiustiamo eventualmente di sale. Scoliamo la pasta al dente, aggiungiamola alle vongole ed amalgamiamo il tutto a fuoco vivace, per qualche minuto avendo cura di aggiungere un po’ di acqua di cottura della pasta, irrorriamo, infine  con un filo d’olio e serviamo, in abbinamento Costa d'Amalfi Doc Bianco Terre Saracene 2014 cantina Ettore Sammarco di Ravello, giallo paglierino carico tendente al dorato, al naso buona persistenza con note di fiori di campo, frutta a bacca bianca e mandorla tostata. Al gusto morbido e fresco. La particolarità di questo bianco è l’utilizzo dell’uva Pepella che è presente solo in piccole aree ed in pochi ceppi del territorio amalfitano; è un vitigno del tutto ignorato dai testi di enologia e trae il suo nome dalla peculiarità del grappolo, il quale presenta affianco ad acini di normale dimensione , altri piccolissimi come acini di pepe, insomma un "matrimonio" tutto da scoprire.

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