Il “fiocco di neve” di Poppella accompagnato da una birra

Un insolito binomio tra un dolce partenopeo e una bionda di Massalubrense
di Maddalena Marano - 16 Giugno 2015
Il “fiocco di neve” di Poppella accompagnato da una birra

Nel cuore più profondo di uno dei quartieri della Napoli popolare, il rione Sanitá, nel 1950, Salvatore Scognamiglio ereditò l’attività di tarallificio dal papà, questo laboratorio tutti i giorni offriva prodotti tipici del cibo da strada napoletano: taralli sugna, pepe e mandorle, frittatine di maccheroni, pizze fritte, casatielli, pagnottielli e anche qualche dolce, come i tradizionali biscotti all’amarena. Il profumo di questi prodotti appena sfornati, ogni giorno inebriava i passanti ed era quasi impossibile non esserne attratti. Salvatore e il suo locale rappresentano la memoria storica del quartiere, tanto da essere immortalati nelle statuine del presepio esposto nella chiesa di Santa Maria La Nova.

Dopo aver lavorato sin da piccolo nel tarallificio di famiglia, Ciro Poppella decide di dedicarsi in prima persona a questa attività riscuotendo lo stesso successo ma con un'idea tutta nuova, la sua vittoria, infatti, è stata “fiocco di neve” un brevetto tutto suo, una brioche ripiena di crema al latte, ricotta, panna fresca e un ingrediente segreto.

Magari detto così non rende, il gusto infatti è davvero innovativo e per nulla è simile ai soliti – eccellenti – sapori della pasticceria napoletana. Ciro, infatti, è riuscito a mettere sul mercato qualcosa che non ricorda null’altro e per me, golosa all'inverosimile, il risultato è sublime. “Fiocco di neve” si presenta allo sguardo come la parte sferica che sovrasta la brioche napoletana, ricoperta da zucchero a velo. Al morso è sofficissima, dopo una primissima resistenza della pasta dalla brioche si sprigiona tutto il sapore della guarnitura, il capolavoro la crema, vellutata, armonicissima e leggermente zuccherata: scordatevi i ripieni tradizionali a base di ricotta, come quello della cassata, del cannolo o della sfogliatella. Qui si sente molto di più il latte. "Fiocco di neve" non contraddice in alcun modo il suo nome, è infatti leggerissimo, un tripudio di piacere senza limite che potremmo accompagnare con una birra. Oltraggio non è, anzi, può risultare un matrimonio simpatico ed accattivante.

Birrificio Sorrento piccola realtà, storia di  amicizia, tra Francesco e Giuseppe accomunati dalla stessa passione, la birra. Giuseppe che avendo necessità di costruire un nuovo impiantino casalingo coinvolge nell’impresa Francesco. Le loro creazioni pian piano cominciano a riscuotere consensi tra addetti ai lavori e non. Dopo un po’ pensarono ad un Birrificio tutto loro ma gli studi di fattibilità trovano mille intoppi. Vengono a conoscenza di alcune realtà belghe, considerate le migliori, che per anni avevano prodotto su impianti di altri. Si accese la lampadina e dall’amicizia con Mario Cipriano prima (Birrificio Karma) e di Nello Marciano poi (Birrificio Maneba), nel 2009 nacque il Beer Firm Birrificio Sorrento. Quattro le birre in produzione Syrentym, Minerva, Astrum e la nuovissima Ligia, fatta con un 15% di mosto di Furore di Marisa Cuomo. Netto al naso con lievi note di fiori, agrumi e sentori di vino. Fresca e di buona acidità al palato con un finale amaricante perfetta per accompagnare un "fiocco" come quello di Ciro Poppella.