Vesevus de Gustibus: dall’antica Roma ai giorni nostri

Ercolano non più terra dei fuochi ma terra da amare: le grandi testimonianze fornite dai reperti
di Redazione Ecampania.it - 13 Giugno 2018
Vesevus de Gustibus: dall’antica Roma ai giorni nostri

Ercolano non più terra dei fuochi ma terra da amare: tanta sinergia e tanta volontà di fare fronte comune per portare a più alti livelli di qualità le infinite eccellenze che produce il territorio vesuviano.

Cibi dall’antica Roma ad oggi” è l'appassionante tema trattato nel convegno scientifico-culturale che si è tenuto al MAV di Ercolano nell’ambito di “Vesevus de gustibus”, l'evento promosso dalla Città Metropolitana di Napoli in undici comuni del Parco Nazionale del Vesuvio, con la finalità di mostrare quanto fosse già avanti la conoscenza e la civiltà alimentare duemila anni fa.

Hanno partecipato, tra i relatori, il ricercatore di botanica ambientale e applicata Gaetano Di Pasquale (archeo-botanica ed alimentazione nella Campania antica) e il docente di scienze e tecnologie alimentari Raffaele Sacchi.

!I quadri , i mosaici e i ritrovamenti archeologici! - spiega Di Pasquale - "indicano come il cibo desse anche l’opportunità di rendere più piacevole la vita a un popolo che gli ha conferito sempre grande importanza. Una tradizione che è continuata nei secoli, verificata però dal ripercorrere l’intera trama di questo cibo da allora fino ad oggi. Gli scavi di Ercolano e Pompei raccontano attraverso i reperti questo viaggio nel tempo in un excursus che suscita emozioni. Ercolano ha fornito una quantità di informazioni enorme per costituire una banca dati ora allo studio con i mezzi più moderni che altre Regioni non possono vantare".

“Siamo di fronte a un patrimonio che testimonia quella che era ed è sempre stata la cultura della terra - continua Gaetano Di Pasquale -. In alcune centinaia di specie rinvenute, tutte di interesse agronomico, è conservata la storia dell’agricoltura della Campania. Come abbiamo conservato le città e i luoghi archeologici, lo abbiamo fatto anche per i materiali botanici di enorme interesse agronomico venuti dagli scavi. Essi sono la testimonianza di un grande patrimonio. Ciò che i reperti possono raccontare attraverso le ricerche moderne applicate alla archeologia non ne abbiamo la più pallida idea. La ricostruzione dei costumi alimentari normalmente si fa sui testi antichi o sugli affreschi. Qui abbiamo qualcosa in più per comprende quale fosse veramente la ricchezza dell’agricoltura del tempo che fa del nostro un territorio estremamente più ricco degli altri”.

Attraverso lo studio della storia delle piante viene quinfi fuori, in maniera evidente, che in questo territorio c’è una diversità, una ricchezza di prodotti,  assolutamente unica che crea una identità su cui si costruisce la forza culturale di un’area.

 

A cura di Claudio Di Giorgio

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