Sorrento festeggia il suo Patrono Sant'Antonino Abate

La storia del monaco benedettino che salvò un bambino inghiottito da un mostro marino
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Sorrento  è pronta per festeggiare S. Antonino Abate. In attesa del 14 febbraio, data ufficiale  delle celebrazioni dedicate al patrono della città, è già iniziato da settimane il pellegrinaggio dei devoti per rendere omaggio alle reliquie del santo, custodite nella Basilica di S.Antonino, situata nell’omonima piazza.

Il giorno della festa la Basilica resterà aperta dalle cinque del mattino fino a sera e, alle ore 9, dalla chiesa del patrono partirà la processione che, come ogni anno, porterà la statua del Santo in giro per le strade della città. Intanto, decorazioni e luminarie hanno già illuminato la piazza antistante la basilica e le strade principali di Sorrento dove, sabato, saranno allestiti anche dei mercatini.

I fedeli provenienti da tutta la penisola sorrentina, da Capri, da Castellamare di Stabia e da Campagna, città natale del Santo, stanno già facendo visita alla statua custodita nella cripta della Basilica.  Tutti a pregare e a  chiedere consiglio alla “vigile sentinella nella difesa di Sorrento “, come cita la targa collocata sul retro della statua, accanto alla quale sono conservate le spoglie del santo ed una lampada ad olio in argento, accarezzata dai devoti  in segno di devozione.

Secondo la tradizione,  infatti, un giorno il vescovo di Sorrento  cadde da una mula, rompendosi una gamba. Sant'Antonino, allora, seguendo il  suggerimento della Madonna, lo guarì con l’olio di un'ampolla.

Il legame tra i sorrentini e il loro patrono risale al Medioevo, quando il monaco benedettino,  nato a Campagna d’Eboli, fu costretto a scappare dal monastero di Montecassino a causa dell’invasione dei Longobardi.

Il santo si fermò prima  a Castellamare di Stabia, dove conobbe il vescovo san Catello, con il quale si ritirò sul monte Faito in eremitaggio.  Successivamente si stabilì a Sorrento, dove fu u accolto dall'abate Bonifacio nel monastero benedettino di S. Agrippino,  che si trovava dove sorge ora la basilica dedicata al patrono. 

Un aspetto poco conosciuto di Sant’Antonino è la sua passione per la lavorazione del legno, un’attività artigiana che lo teneva occupato nel tempo libero e che lo accomuna ancora di più ai suoi fedeli, famosi in tutto il mondo per la costruzione di navi, battelli e oggetti intarsiati.

Per quanto riguarda la sua vita da santo, sono diversi i miracoli attribuiti al protettore di Sorrento, molti dei quali sono raffigurati nei dipinti e negli affreschi  della Basilica: dalla vittoria navale dei sorrentini contro i saraceni alla liberazione dalla peste e dal colera, passando per  la liberazione degli indemoniati. Tuttavia, tra i miracoli più importanti  è da ricordare il salvataggio di un bambino inghiottito da un mostro marino.

 Si narra che dopo una giornata di tempesta,  a Sorrento, apparve improvvisamente, dal profondo del mare, un mostro (descritto come una balena) che inghiottì uno dei ragazzini che giocavano sulla spiaggia. Il Santo chiese ai marinai di inseguire il pesce e riportarlo a terra. Quando squarciarono il ventre della balena  trovarono il fanciullo sano e salvo.  Da allora Sant’Antonino è spesso invocato dai marinai e dai pescatori della penisola  per chiedere protezione prima di un viaggio in mare.

 L’osso strappato al mostro marino dal Santo, inoltre,  è ancora oggi conservato all’ingresso della basilica, in ricordo di quel miracolo che ha consolidato definitivamente la devozione dei sorrentini verso il patrono. Non a caso, in entrambe le statue a lui dedicate, quelle in piazza Tasso e in piazza Sant’Antonino, il monaco abate è rappresentato mentre sconfigge il mostro marino, la cui testa si trova sotto i piedi del santo.

Dopo la sua morte, avvenuta probabilmente nell’anno 626, i sorrentini eressero la cripta e la basilica sul luogo della sua sepoltura, sul bastione della cinta muraria, per rispettare la volontà del Santo che voleva essere sepolto  “ né dentro, né fuori la città ma nelle mura della stessa”.  L’origine bizantino-romanica della basilica, inoltre, è ancora visibile ammirando la porta laterale della chiesa, un gioiellino architettonico che vale la pena visitare mentre si va a rendere omaggio  al patrono di Sorrento. 

Questo il programma completo

Sabato 14 febbraio Solennità di Sant'Antonino

Ore 5.00 e 13.00 SS MEsse nella Cripte

Ore 9.00 Processione del Santo Con la partecipazione del BVescovo, delle Autorità Civili e Militari, del Capitolo della cattedrale, del clero, dei religiosi.

Ore 17.30 Santo Rosario

Ore 18.00 Vespri, panegirico del Santo, benedizione ecucaristica.

 

 

 

A cura di Emiliana Pontecorvo

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