Doppio appuntamento nel week end con Ethnos Club

Venerdì 16 e sabato 17 febbraio 2018, a Torre del Greco, incontri di letteratura, musica e teatro
di Giuseppe Scarica - 13 Febbraio 2018

Due nuovi appuntamenti all’insegna della cultura nel prossimo week end all’Ethnos Club di Torre del Greco, nel corso dei quali saranno protagonisti la letteratura, la musica e il teatro.

Venerdì 16 febbraio 2018, alle ore 19.00, ci sarà la presentazione del libro "Enrico e Francesco - Pensieri lunghi" di Pietro Folena, già noto politico della sinistra italiana ed ora operatore culturale nel campo dell’arte. Il libro, edito da Castelvecchi, che si apre con un dialogo immaginario tra Enrico Berlinguer e Papa Francesco, due grandi leader di epoche diverse, basato rigorosamente sui testi. Ne viene fuori l’assoluta contemporaneità di molti aspetti del pensiero di Berlinguer e la grandezza rivoluzionaria delle parole e delle opere di Papa Francesco.

Alcune pagine del libro saranno lette dai giovani attori della Scuola di Teatro La Bazzarra. Interverranno l'autore, Pietro Folena, Vito Nocera a cui sarà affidata un’introduzione, il direttore artistico dell’Ethnos Club Gigi Di Luca e i rappresentanti della società civile che stimoleranno Folena con domande per lo sviluppo di un dibattito aperto alla riflessione. L’ingresso all’evento è gratuito.

Sabato 17 febbraio 2018, alle ore 20.30, sarà la volta di "Storie di donne", uno spettacolo che è un viaggio tra testi e canzoni dedicato all’universo femminile e che si ripropone di fondere alcuni classici della canzone popolare italiana ed internazionale con la cultura e la forza delle donne di Napoli e di tutti i sud del mondo.

Myriam Lattanzio (voce), il duo PMS composto da Martina Mollo (tastiera) e Caterina Bianco (violino) saranno accompagnate nell’esecuzione di canzoni sul tema delle donna da alcuni interventi di Maria Pacilio, danno vita ad uno spettacolo di teatro-canzone. Tutta la rappresentazione riguarderà le donne: saranno loro le protagoniste sul palco, le poesie e le canzoni avranno come fulcro tematico le “storie d’amore, storie di sofferenza, storie di gioia ma sempre storie di donne.

Tra canzoni del repertorio classico e moderno il concerto si dispiegherà nelle note antiche della canzone napoletana, passando a successi internazionali come “Besame mucho” e classici della canzone italiana quale, tra i tanti, “Bocca di rosa”. La caratteristica peculiare dell’evento sono dei medley tra canzoni antiche partenopee e classici italiani. Canzoni dedicate all’altra parte del cielo, un viaggio tra solitudini, sofferenze, un viaggio nei cuori delle donne del mondo che pian piano vengono allo scoperto e raccontano le loro vicissitudini in cui ci si può immedesimare senza difficoltà o almeno si può provare empatia, grazie anche alla voce profonda di Myriam Lattanzio e alle sinfonie del duo PMS che raccontano le più svariate emozioni con le note dei loro strumenti

MYRIAM LATTANZIO nasce musicalmente nell’86 dedicandosi alla riproposta della canzone classica napoletana. In seguito, diventa la voce solista dei gruppi folk Tupeapò e Panaphonia. Nel ’92, “…spinta dal desiderio di cantare la mia terra ed i mali del mondo con rabbia!” inizia una collaborazione con alcuni musicisti napoletani per proporre una produzione personale. Nel ‘95 vince la VI edizione del Premio Recanati- Nuove tendenze della musica d’autore con il brano Terra e sanghe. Nel ’97 aderisce al progetto del centro di riabilitazione psicosociale “L’Aquilone” di Napoli, culminato nella realizzazione del cd Consenso con il brano Matite spuntite. Nel ’98 vince il premio per il miglior testo con la canzone Nuove evasioni presentata da Carlo Lomanto al festival BenGiò di Benevento. Nel 2002 pubblica con l’etichetta FolkClub Ethnosuoni il suo primo cd dal titolo Rosa, rabbia e sangue, accolto positivamente dal pubblico e dalla critica. Nel 2004 con il brano Preta vince la VI edizione del Biella Festival Etichette Indipendenti Autori e Cantautori. Come autrice del brano Nisciuno è finalista del “Festival di Napoli - Piedigrotta 2008”.

Nel 2009 prende parte alla compilation Rosa napoletano prodotto dalla Provincia di Napoli che vede la partecipazione di molte artiste napoletane, con tre brani: Je canto scritto con Jennà Romano e cantato da Antonella Maisto; Oj Marì scritto con Marco Francini e cantato da Daniela Urciuolo e Famme murì cu tte scritto con Alfredo Venosa e cantato dalla stessa Lattanzio. È presente nella Nuova Enciclopedia della Canzone Napoletana di Pietro Gargano, ed. Magmata. Autrice anche per il teatro, ha messo in scena il testo “Na casa ‘e masculo cu ‘a mubilia ‘e femmena” con Pasquale Ferro, “Ida e Ada al bar di Edo” con Nunzia Schiano e Diana Di Paolo ripreso da Marina Cavaliere, Giovanna Marzano e Alessandra Mirra. Nelle ultime stagioni, sta portando in tournèe il testo “Femmene” scritto insieme ad Anna Mazza con Nunzia Schiano.

PMS ha le sue radici nell’incontro tra la pianista Martina Mollo e la violinista Caterina Bianco tra i banchi del conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. La sinergia artistica e umana che lega sin da subito le due giovani donne le porta ben presto a sperimentare con la musica, allontanandosi gradualmente da quello che è il loro background comune, la musica classica, per virare verso un linguaggio originale, contaminato dalle influenze più disparate, dai Queen ai Metallica, passando per i Radiohead e Bjork. Gli anni seguenti vedono le due artiste fianco a fianco in molti progetti, primo in ordine di tempo la Ethereal Dark Orchestra, cui seguono la world music dei Rua Port’Alba, il gipsy jazz dei Quartieri Jazz, Foremare e la musica popolare di ‘e Zezi, mentre contemporaneamente collaborano con i più importanti artisti della scena dark della loro città: Argine, Edo Notarloberti, Ashram. Nel 2012 nasce effettivamente il duo PMS, con l’incisione del lavoro di Tesi di Martina, incentrato su composizioni di Samuel Barber riarrangiate dal duo in chiave elettronica, che stimola nelle due musiciste la voglia di misurarsi nella composizione di brani propri che abbiano come presupposto inequivocabile la musica classica, ma che siano espressione completa del loro pensiero musicale, senza filtri e senza preconcetti. Daqui la scelta del nome, la sindrome premestruale, abbreviato in PMS, per evocare una sorta di impunità per le scelte stilistiche ardite, per la ricerca deliberata della dissonanza, lo stridore delle armonie dense; quella stessa impunità che si “concede” alle donne quando sono affette da PMS, appunto, giustificandone ogni eccesso perchédovuto a quella particolare condizione, condizione che è però dovuta semplicemente al fatto di essere donna. Il disco “Premenstrual Syndrome”, uscito a febbraio 2016, raccoglie, quasi in un unico respiro, i brani più rappresentativi dell’ultima fase compositiva delle due giovani. Un disco volutamente breve, che vuole lasciare l’ascoltatore in attesa di un seguito, una tensione che non si risolve, ma che resta sospesa fino al prossimo disco. Nel maggio 2017, PMS ha rappresentato l’Italia alla BCJEM – Biennale des Jeunes Créateurs de l’Europe et de la Méditerranée che si è tenuta in Albania.

napoli Data/e: da 17 Febbraio 2018 a 18 Febbraio 2018