Scrittura & Scritture, quando l'editoria è donna

L'intevista a Chantal Corrado, fondatrice della casa editrice indipendente insieme alla sorella Eliana
di Valerio Boffardi - 31 Gennaio 2020

Il mestiere di editore è difficile, non c'è dubbio. I lettori trovano i libri sugli scaffali delle liberie oppure, negli ultimi anni, li ricevono a casa, ma non sempre sanno quanto complesso sia il processo che porta dall'idea iniziale dell'autore al prodotto finito.

Gli editori indipendenti, in particolare, sono una categoria coraggiosa, perché si trovano a fronteggiare difficoltà maggiori rispetto alle grandi distribuzioni.

Chantal Corrado, fondatrice, con la sorella Eliana, della casa editrice napoletana "Scrittura & Scritture", nata nel 2006, ci racconta in quest'intervista non solo i problemi, ma anche le grandi soddisfazioni del suo mestiere.

Quali sono le pubblicazioni di “Scrittura & Scritture?”

La nostra è una narrativa poco convenzionale. Abbiamo definito il nostro catalogo in tre collane: Voci, i romanzi; Catrame, gialli, thriller e noir; VociRiscoperte, romanzi e racconti di successo del passato, di autori italiani o stranieri riproposti in nuove traduzioni. Ciascun libro di queste collane presenta elementi di diverso genere: il giallo sconfina nella commedia, il romanzo storico nel mistery, il classico nel romanzo d’avventura.

Perché si sceglie di diventare editori?

Un lavoro si sceglie perché lo si ama. Se da un lato hai avuto la fortuna di poter scegliere il lavoro della tua vita, dall’altro però occorre tanta determinazione, passione, curiosità, voglia di ampliare i propri orizzonti, ponendosi sempre degli obiettivi e lavorando molto per raggiungerli; senza queste cose non sopporteresti le inevitabili battute d’arresto o gli ostacoli che si incontrano.

Nel valutare il manoscritto di un esordiente, quali sono le caratteristiche per le quali si sceglie di pubblicarlo?

Puntiamo poco su gli esordienti. Uno, al massimo due all’anno. Presupponendo che il testo sia valido e che ci interessa pubblicarlo, molto dipende dalla sua capacità di mettersi in gioco, di collaborare, di mettere in campo tanti di quegli aspetti finalizzati al miglior risultato possibile, tenendo conto di non aspettarsi vendite altissime. Diversamente, meglio non cominciare proprio. Avere un buon testo, per noi, non è sufficiente. Infine, puntiamo a valutare la continuità di un autore con la nostra casa editrice, sempre se il primo libro sia stata un'esperienza soddisfacente per tutti.

Che succede se un testo proposto è valido, ma è difficile da collocare nella linea editoriale di "Scrittura & Scritture"?

Qualche volta è capitato e in effetti è un bel dilemma. Quello che ci spinge alla pubblicazione sono sempre due cose imprescindibili: ci deve convincere davvero il testo, indipendentemente dalla nostra linea editoriale, e ci deve convincere chi lo ha scritto.

In Italia si legge poco. Come affronta "Scrittura & Scritture" le difficoltà dell'editoria?

In una città come Napoli è ancora più difficile, nonostante gli sforzi delle librerie (poche) sul nostro territorio che cercano di resistere tra mille difficoltà e l’offerta di eventi letterari. Non esiste una formula magica, purtroppo. Cerchiamo, in generale, di andare incontro al lettore e proviamo a coinvolgerlo nella maniera più piacevole e divertente. Io e mia sorella siamo convinte che la lettura di un bel libro sia un piacere della vita e quindi vorremmo trasmettere questo messaggio. A Napoli abbiamo creato “Circolo Book Tè di Scrittura & Scritture” un circolo letterario che portiamo avanti con soddisfazione dal 2014. Non è un semplice gruppo di lettura, né un incontro tradizionale con gli scrittori ospiti, ma un pomeriggio letterario che possa divertire e coinvolgere i partecipanti. Se la lettura non trasmette piacevolezza non funziona. Alla fine, anche noi editrici cerchiamo di divertirci, per fortuna, perché la strada dell’editoria indipendente è sempre un percorso in salita e difficile. Del resto, siamo consapevoli che uno dei mali dell’editoria in generale è quello delle troppe pubblicazioni sul mercato per una domanda bassa di lettori, investiamo su 7/8 libri all’anno e puntiamo a far crescere i nostri lettori.

Sono noti casi famosi di attriti tra autori ed editori. Tagli alle opere, cambi di titolo, divergenze sulla scelta della copertina. Quanta libertà creativa lasciate agli autori?

Abbiamo sempre lavorato insieme su questi aspetti, con il confronto e il dialogo, abbiamo sempre cercato di trovare un’intesa, tutto dipende dalla fiducia e dal rispetto reciproci. Gli attriti possono capitare, ma poi dipende sempre tutto dalle parti.

Partecipate periodicamente a fiere dedicate al libro? Hanno qualche effetto sul rapporto tra la casa editrice e il pubblico?

Siamo presenti ogni anno a "Più libri più liberi", la fiera della piccola e media editoria italiana che si tiene a Roma, e al Salone del Libro di Torino. Di volta in volta valutiamo la partecipazioni a eventi "minori" ma che potrebbero essere una buona opportunità per la casa editrice. In generale, le fiere sono sempre un momento di incontro con il pubblico e quindi ci forniscono sempre dati su cui riflettere. Inoltre, è bello poter incontrare i nostri lettori, i librai, gli addetti del settore. Viviamo in un mondo virtuale, dove è innegabile anche l’apporto dei social, ma l’incontro reale resta insostituibile. Da una fiera, insomma, si torna sempre con diverse considerazioni da cui trarre degli stimoli a migliorare.

Un libro su cui avete scommesso è pronto per l'uscita. Ritenere di aver fatto un ottimo lavoro. Come si arriva ai lettori, tra le (tante) novità editoriali e i grandi distributori?

La ricetta vincente e sempre valida per ogni libro non c’è, si lavora per ogni libro come si fa per un abito fatto su misura. In generale, si pianifica prima la promozione, quindi si lavora alle diverse strategie con l’ufficio stampa, i promotori, il distributore. In un mercato editoriale fin troppo pieno di novità e dominato dai colossi editoriali si cerca il proprio percorso: a volte si riesce a volte no.

Tre parole per descrivere il catalogo di "Scrittura & Scritture".

Piacevolezza, inusualità e varietà delle storie e della scrittura.