Mito e Natura, la mostra a Pompei e Napoli

I due poli fanno rete per l’esposizione, così si coniuga cultura ed accoglienza
di Maria Cristina Napolitano - 15 Marzo 2016
Venere in Conchiglia

Il racconto della natura tra Pompei e Napoli: la mostra Mito e Natura. Dalla Grecia a Pompei arriva in Campania dopo l’esposizione a Milano nell’anno di Expo.

Due le location dell’evento, gli scavi archeologici di Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che si uniscono in maniera sinergica nel raccontare di uno degli aspetti caratterizzanti dell’antichità, la natura, dagli spazi abitativi a quelli funerari, alle decorazioni parietali alle suppellettili. Il leit motiv dell’esposizione ha offerto lo spunto per il recupero degli spazi verdi di cinque domus pompeiane già interessate da attività di restauro conservativo all’interno del Grande Progetto Pompei. La mostra a Pompei sarà aperta dal 16 marzo al 15 giugno e dal 16 marzo al 30 settembre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e comporta un aumento sul prezzo del biglietto di un euro. A partire da novembre i vari itinerari possibili all'interno degli scavi di Pompei saranno aperti a rotazione. 

Il percorso pompeiano comprende cinque domus riaperte al pubblico: Praedia di Iulia Felix e le case di Loreio Tiburtino, Venere in Conchiglia, Frutteto e Marco Lucrezio (riaperte in seguito ai restauri del GPP) e il giardino della Casa degli Amorini dorati. All’aspetto del verde nelle domus pompeiane, che si gode nella sistemazione degli spazi aperti e nei riflessi nelle pitture parietali, si accompagna l’esposizione ospitata all’interno dell’anfiteatro nella già nota piramide dell’architetto Venezia.

In esposizione qui, quadri con nature morte e resti organici relativi a semi, frutta, pani esposti insieme agli affreschi che li ritraggono in modo da creare un gioco di rimandi di notevole interesse didattico.

Mito e Natura prosegue al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dove l’esposizione è ospitata nel salone della Meridiana: argenti, affreschi, marmi, anfore raccontano la natura partendo dalla sua ispirazione filosofica più profonda e dal suo concetto più articolato, la lastra tombale del Tuffatore di Paestum, collocata in maniera introduttiva ed isolata rispetto all’esposizione restante.

Per l’occasione sono stati riaperti anche i due giardini storici del Museo Archeologico entrambi riorganizzati negli arredi verdi, nell’illuminazione e nell’allestimento di un ‘giardino romano’ che ricorda quelli visti dal vivo nel sito pompeiano. Nel portico XLV è esposto a conclusione del percorso il Ninfeo marittimo di Massa Lubrense generalmente conservato al Museo Territoriale George Vallet di Piano di Sorrento.

Le esposizioni viaggiano all’unisono e creano una rete di rapporti e di energie spese per la valorizzazione di un territorio, vesuviano e campano, che ritrova nei due grandi poli culturali la spinta per la promozione turistica dell’intero Sud Italia. La rete di relazioni culturali non si esaurisce ai due siti oggetto dell’esposizione, anche l’antiquarium di Boscoreale contribuisce al racconto sul tema con l’esposizione sulla casa del Frutteto riaperta per l’occasione al pubblico. La narrazione di tematiche ambientali e naturali ben si intreccia anche al museo boschese e alla sua interessante collezione di reperti.

L’esposizione è promossa dalla Soprintendenza Pompei e dal Museo Archeologico Nazionel di Napoli con la casa editrice Electa, curato da Gemma Sena Chiesa, Angela Pontrandolfo e Valeria Sampaolo per la sede napoletana e da Massimo Osanna, Grete Stefano e Michele Borgongino per Pompei. 

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