S. Marco dei Cavoti: nuova vita per il Museo degli Orologi da Torre

Inaugurata la nuova gestione della galleria nel Palazzo Cavaniglia
di Maria Cristina Napolitano - 15 Luglio 2015

Nuova inaugurazione per il Museo degli orologi da torre di San Marco dei Cavoti in provincia di Benevento.

Nell'occasione c’è stata anche la firma dell'accordo quadro che ha sigillato l'inizio della nuova gestione della galleria. Si apre così un nuovo corso per il Museo degli orologi da torre di San Marco dei Cavoti che ha sede nel Palazzo Cavaniglia di Via Rovagnera.

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Alla presenza di numerose autorità si è svolta la cerimonia di inaugurazione. Il sindaco Giovanni Rossi ha chiarito il motivo della nuova inaugurazione: «II significato non è quello di cancellare il passato. Il significato di questo evento pubblico è per la nostra Amministrazione, innanzitutto, quello di sottoscrivere un nuovo impegno con il Cm (proprietario degli orologi), per ripartire in modo da dare nuova vita e giusto valore e significato a questa collezione realizzata dal compianto maestro Salvatore Ricci».

Il Sindaco ha poi anticipato i contenuti dell'accordo quadro tra il Comune ed il Cnr: «La nostra idea, come citato letteralmente nel progetto, è: "portare nuovi percorsi organizzativi e culturali per fare del Museo degli orologi da torre, nella sua nuova proposta gestionale, un'esperienza originale e qualificata nell'ambito della museologia nazionale ed europea". Questa Amministrazione si impegnerà affinché diventi un Museo vivo, in continua evoluzione, dinamico e, se possibile, arricchito da nuovi orologi e, perché no, da altri elementi, come per esempio potrebbe essere una mostra di macchine fotografiche».

Il presidente del Cnr, Luigi Nicolais, ha sottolineato come il mondo della ricerca debba interagire con il mondo dei servizi e delle imprese. Ha poi espresso la volontà di collocare un esemplare della collezione del Museo all'ingresso della sede del Cnr in modo che i visitatori nazionali e internazionali che entrino nel Cnr possano venire a conoscenza dell'esistenza del Museo a S. Marco dei Cavoti. «Il Cnr - ha detto Nicolais - sicuramente ha come prima missione quella di fare ricerca, di spostare la frontiera del sapere, però la missione del Cnr è anche quella di dare una mano al Paese per cre scere e questa passa anche attraverso il Museo». Il presidente della Provincia, Claudio Ricci, si è detto orgoglioso di «celebrare un successo delle istituzioni» ed ha esortato: «Dovremo riawicinarci ad un discorso di sinergia. Noi dobbiamo vincere la crisi, possiamo superare questo momento di difficoltà se c'è sinergia tra le istituzioni. Il ricco patrimonio culturale, museale, storico, artistico ed architettonico è la nostra vera ricchezza, è il nostro petrolio. Il nostro riscatto può avvenire solo se ragioniamo in termini di qualità e di eccellenze».

Ha poi invitato a far sì che il Museo si arricchisca di nuovi pezzi e si inserisca in un circuito turistico nazionale ed internazionale. È seguito l'intervento della responsabile del Museo, l'assessore al Bilancio e alla Cultura, Carla Cocca, che ha esposto con maggiori dettagli l'accordo quadro tra il Comune ed il Cnr. «Un accordo che per me e per tutta l'Amministrazione comunale è di importanza fondamentale» ha detto. Poi ha aflermato che si intende proseguire con il progetto già avviato con la scuola, che si lavorerà affinchè il Museo venga inserito in un circuito turistico importante, i primi contatti sono stati presi con il Comune di Pietrelcina per un connubio tra turismo religioso e turismo storico-culturale. Altra idea è quella di inserire il Museo in un percorso collegato al Museo delle Campane di Agnone. L'assessore ha poi espresso la volontà di istituire un piccolo laboratorio artigianale realizzato con l'apporto dei maestri che hanno lavorato a contatto diretto con il prof. Ricci. «Il mio impegno, in qualità di responsabile del Museo - ha dichiarato Cocca -, sarà quello di far sì che le opere del 

Museo siano sempre più conosciute, affinchè il Museo sia noto a livello nazionale ed internazionale». Ha poi relazionato il prof. Giuseppe Zollo dell'Università degli Studi di Napoli 'Federico II'. «Il Museo - ha esordito - non è un deposito, il Museo è un centro di attività, è una fabbrica di attività». Ha poi lanciato l'idea di creare un Centro Studi del Tempo in collaborazione con l'Università degli Studi del Sannio, che vanno presi contatti con Associazioni nazionali ed internazionali, che va fatto un Piano di marketing. E seguita la firma dell'accordo quadro che ha sigillato l'inizio della nuova gestione del Museo degli orologi da torre, un momento musicale a cura del Conservatorio statale di Benevento, la visita guidata al Museo e un light lunch. 

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