Corsa contro il tempo per salvare gli affreschi sabariani

Mobilitazione e raccolta firme a Benevento per il restauro delle pitture longobarde
di Giovanni Vasso - 06 Dicembre 2017
Corsa contro il tempo per salvare gli affreschi sabariani

Gli affreschi sabariani di Benevento rappresentano una delle più rare, belle e originali testimonianze dell’arte pittorica d’epoca longobarda in Campania e in Italia. Eppure, se non si interverrà al più presto, rischiamo di perderli per sempre.

Furono scoperti per caso, circa dieci anni fa, durante dei lavori dell’Enel. Nel 2007 vennero alla luce, alla Cripta della Chiesa di San Marco ai Sabariani, alcuni affreschi in stile longobardo e di scuola beneventana. Il valore storico di queste opere è importante, consentirebbe di scoprire (e riscoprire) un ulteriore aspetto della presenza longobarda in Campania che del capoluogo sannita fece un’autentica capitale. Se ne perse ogni traccia dopo il terremoto tremendo del 1688, grazie alla fortuita coincidenza di alcuni scavi, tornarono alla luce. Però l’area è in stato allarmante, il tempo scorre inesorabile e ogni giorno che passa peggiora la situazione: gli affreschi rischiano letteralmente di sbriciolarsi.

Per chiedere alle istituzioni di agire, è stata avviata una raccolta firme su Change.org  che, finora, è stata sottoscritta da poco più di 1.400 cittadini. L’iniziativa, promossa da Antonio De Capua, dottorando in matematica ad Oxford,  dal gruppo facebook “Sei di Benevento se” fondato da Alfredo Vittoria, è stata sposata dalla delegazione locale del Fai, rappresentato dall'avvocato Patrizia Bonelli.  Che hanno denunciato così la situazione: “La cripta fu abbandonata quasi subito dopo i suoi lavori di scavo, avvenuti nel 2007. Solo quattro anni dopo è stata installata una copertura, mentre gli affreschi non sono mai stati adeguatamente restaurati né resi accessibili al pubblico; e adesso si stanno sgretolando, come a dicembre 2015 ha fatto sapere la Soprintendenza belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento. Il loro abbandono è ancora più grave se si considera il contrasto con la vicina Chiesa longobarda di Santa Sofia, che è protetta dall'Unesco per il suo grande valore storico ed artistico”.

Qualcosa si è mosso, poco meno di un mese fa. L’Iscr, Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro dei beni culturali, insieme a rappresentanti del Comune e al professor Federico Marazzi, docente di Archeologia e Storia dell’arte all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, ha svolto un sopralluogo sull’area per verificare lo stato dei luoghi e le possibilità di un intervento. È emerso che, prima di poter intervenire, occorrerà svolgere degli altri lavori per mettere in sicurezza la Cripta. L’Iscr ha scritto all’amministrazione comunale per confermare il suo impegno e sottolineare l’alto rischio per la sicurezza degli affreschi. Ma il tempo sta per finire. 

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