#Domenichealmuseo: i siti aperti in provincia di Avellino

Guida ai musei statali che aderiscono all’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali
di Redazione Ecampania.it - 06 Dicembre 2017
#Domenichealmuseo: i siti aperti in provincia di Avellino

Questi i siti statali aperti al pubblico gratuitamente la prima domenica del mese di Gennaio in provincia di Avellino.  

Antiquarium di Ariano Irpino (Avellino)
Via Donato Anzani, 8 - Pal. Anzani
Telefono: 0825824839

L’Antiquarium ospita una selezione di materiali provenienti da alcuni siti archeologici dell'Arianese, zona dell'Irpinia posta all'incrocio di vie naturali di transito dalla pianura campana alla costa adriatica. L'esposizione comprende una selezione dei materiali rinvenuti nell'insediamento preistorico in località La Starza di Ariano Irpino, che, dal V millennio a.C., con brevi soluzioni di continuità, è stato frequentato per tutto l'arco della protostoria fino alle soglie dell'età del Ferro.
Una sala è dedicata all'insediamento sannitico di Casalbore, posto lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, nel quale è stato individuato un gruppo di tombe a tumulo del VI sec. a.C. e un complesso sacro in località Macchia Porcara incentrato su un tempio italico databile nel III sec. a.C.
Per il periodo romano e medievale la mostra illustra i risultati delle esplorazioni condotte in località S. Eleuterio, dove è stato individuato un centro (vicus) identificato con Aequum Tuticum.

Museo del Palazzo della Dogana dei Grani Atripalda (Avellino)
Piazza Umberto I

Telefono: 0825626586
Il Museo del Palazzo ex Dogana dei Grani sorge nei pressi dell’antico sito di Abellinum e costituisce una sorta di raccordo tra l'area archeologica ed il centro storico della città. Qui sono conservati i reperti provenienti dagli antichi insediamenti di Abellinum (Avellino) e di Atripalda. Nel Museo Palazzo ex Dogana dei Grani è ospitata una mostra permanente che comprende reperti provenienti dall’antico insediamento di Abellinum e raccoglie tavole, tele e statue provenienti dalle chiese e dagli edifici distrutti dal terribile terremoto. Si organizzano inoltre esposizioni temporanee di opere recuperate dal territorio.

Museo civico archeologico di Bisaccia (Avellino)
Corso Romuleo (Castello Ducale) 

Telefono: 082789196
Il Museo è allocato al piano terra del Castello Ducale e si articola in un percorso espositivo cronologico in senso orizzontale lungo il quale sono esposti i reperti in mostra, di proprietà statale, provenienti dagli scavi eseguiti sulla collina di Cimitero Vecchio. Obiettivo dell’esposizione è quello di ricostruire la storia di Bisaccia in età protostorica e arcaica attraverso i corredi delle numerose sepolture tombali scoperte nel noto sito archeologico irpino rendendola di facile acquisizione e comprensione ai visitatori.

Area archeologica del Tempio Italico di Casalbore (Avellino)
località Macchia Porcara
Telefono: 089224266

In località Macchia Porcara, presso una sorgente, situata a valle del tratturo Pescasseroli-Candela, è stato portato alla luce un edificio di culto, databile al III sec. a.C., ma che conserva tracce di un’area votiva più antica, databile al VI sec. a.C. Il tempio esastilo (a sei colonne), riferibile ad una tipologia molto diffusa in ambiente medio italico, presenta una cella quasi quadrata tra due ali aperte; i muri della cella proseguono fino alla fronte e terminano con ante, tra le quali restano le tracce delle colonne. Nell’area antistante al tempio, ai lati dell’altare sono emersi i resti di un portico. La gradinata di accesso al tempio presenta ai lati due ampie vasche con fontane, alimentate dalla vicina sorgente. I pavimenti erano in cocciopesto con tessere in pietra calcarea e le pareti dipinte in primo stile (strutturale). Dall’analisi dei depositi votivi si presume che il santuario fosse dedicato alla dea Mefite. A differenza del più noto ed importante santuario dedicato a tale divinità, nella valle d’Ansanto, che resta attivo fino alla prima età imperiale, il tempio di Casalbore viene distrutto nel corso delle guerre annibaliche (215 a.C.).

Area Archeologica di Conza della Campania (Avellino
L’apertura è su prenotazione 3493583469 - 082739399 (Pro Loco “Compsa”) / 082739013 (Comune)
L’antica città di Compsa, alla quale era attribuito lo statuto di municipium ascritto alla tribù Galeria, compare nella testimonianza dello storico Livio che narra della sua defezione in favore di Annibale nel 216 a.C. e della sua riconquista, due anni dopo, ad opera di Fabio Massimo. I resti della città romana sono riemersi al di sotto delle rovine del paese moderno di Conza, che fu quasi completamente distrutto dal terremoto del 1980.

Antiquarium di Mercogliano
Mercogliano (Avellino)
Via Concezione, 24
Loc. Capocastello
L’apertura è su prenotazione 0825689823 (Comune)

L'Antiquarium si trova nel caratteristico borgo antico di Capocastello ed è allestito negli spazi della Cripta della chiesa della Santissima Concezione. Sono conservati reperti provenienti dagli scavi effettuati nella cripta, utilizzata come luogo di sepoltura tra il XVII e il XIX secolo, soprattutto ceramica, epigrafi, medaglie devozionali, fibie di ferro e bronzo, e bottoni metallici, di cui si segnalano alcuni esemplari realizzati nel XIX secolo dalla "Hudson's Bay Company", la più antica società commerciale americana. Nella parte più interna, lungo le pareti sono ben visibili "gli scolatoi".
Altri reperti provengono dal castello medioevale di Mercogliano, per lo più riferibili a ceramiche e monete del periodo angioino ed aragonese.

Parco archeologico dell'antica Aeclanum di Mirabella Eclano (Avellino)
Via Nazionale delle Puglie
Loc. Passo
Telefono: 0825449175

Il Parco Archeologico di Aeclanum è situato presso la frazione Passo di Mirabella e si affaccia sulla Via Appia, la Regina Viarum, la strada che collegava Roma a Brindisi e sul cui tratto compreso tra Benevento ed Eclano sono ancora visibili i resti dell’imponente ponte noto come “ponte rotto”.

Museo di San Francesco a Folloni Montella (Avellino
Via San Francesco, loc. Folloni di Montella
Telefono: 082769221
Il Museo dell’Opera annesso al Complesso Monumentale di San Francesco a Folloni, istituito nel 1999, espone oggetti di valore storico ed artistico significativi per la secolare storia del Convento.
Sono stati musealizzati arredi e suppellettili lignee, ceramiche, argenti, stoffe, stampe, che vanno dal XV al XIX sec., nonché numerose reliquie.
In collaborazione con la Soprintendenza è stata allestita nel Chiostro una nuova sezione del MdO, con una collezione di dipinti (XVI – XIX sec) del patrimonio artistico del Convento. Tra i dipinti sicuramente interessanti sono un San Francesco in estasi che la critica più aggiornata ritiene opera della bottega del pittore Francesco Solimena e una lunetta dipinta raffigurante un’Annunciazione, recentemente attribuita all’artista marchigiano Francesco da Tolentino.
Un’altra sala del museo ospita gli arredi originali dell’appartamento di Umberto di Savoia, più volte ospite del convento nel corso della seconda guerra mondiale. Inoltre, dal 2011 è esposto il monumento del conte Diego I Cavaniglia, morto nel 1481, rinvenuta nel 2004 e sottoposta a lungo restauro, costituisce l'unico esempio di questo indumento ancora esistente al mondo.

Museo Civico di Summonte – Complesso Castellare (Avellino
Via Castello
Telefono: 0825 691191 - 0825 691126
Il Museo, istituito nel 2008, sorge all’interno del Complesso Castellare, che domina il centro urbano di Summonte. Risale ad epoca medievale. Tutta l’area castellare è stata oggetto di riqualificazioni che hanno consentito di ricostituire parte dell’antica cinta muraria normanno-sveva e l’antica torre di avvistamento, dalla quale si può godere di un’ampia vista panoramica, in uno dei luoghi più suggestivi del Parco del Partenio. La fortificazione è citata per la prima volta da fonti documentarie nel 1094.
Il Museo raccoglie due collezioni, la prima "Submontis medievalia" e la seconda riunita nella "sezione archeologica".
Nelle sale del corpo di guardia è allestita la collezione permanente “Submontis Medievalia”, costituita da una serie di riproduzioni di armamenti generalmente utilizzati dalle guarnigioni militari tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. L’esposizione presenta una serie di arnesi legati ai momenti trascorsi dai soldati durante i turni di guardia, dal gioco della “tria” alle armi necessarie per la difesa del fortilizio, come coltelli da guerra e falcioni, alabarde, celate da fante, testiera da cavallo e spadoni. Interessante è la ricostruzione di un fante con un farsetto di panno e seta, un paio di calze brache di panno rosso, scarpe alte sino alla caviglia e nelle mani un pugnale ed un roncone.
All’interno della Torre Angioina, invece, è esposta la sezione relativa ad una parte dei reperti archeologici rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche condotte presso l’area castellare dalla competente Soprintendenza tra il 1994 e il 2005. I materiali esposti testimoniano una frequentazione ininterrotta del sito dall’età medievale all’età moderna. Tra le ceramiche si trovano due interessanti esemplari di lucerne a vaschetta in invetriata verde risalenti al XIII-XIV secolo, accanto a ceramiche di impasto grezzo prevalentemente destinate alla cottura e alla preparazione dei cibi, tra cui una brocca con decorazione ad onda incisa sulla pancia e sul collo (XII secolo). La frequentazione del sito ancora in età moderna è testimoniata da un frammento di piatto in ceramica graffita, risalente al XVI secolo, e da alcune brocche in maiolica sia monocroma bianca sia policroma, del XVII secolo. Infine, sono esposti alcuni materiali rinvenuti presso una piccola chiesa dedicata a San Vito, di pertinenza del castello e di cui tuttavia oggi non vi sono più tracce. Tra i reperti vi sono alcune fibbie in ferro e in bronzo, un gancio e una serie vaghi in osso.

Museo Archeologico di Taurasi (Avellino
Via del Convento, 1
L’apertura è su prenotazione 082774004 (Comune) / 3336064386
La mostra museo, recentemente inaugurata, raccoglie testimonianze archeologiche del più antico popolamento del territorio di Taurasi e di Mirabella Eclano nella media valle del Calore, riportate alla luce durante campagne di scavo realizzate alle metà degli anni ’90 in contrada S. Martino. L’area ha restituito le più significative manifestazioni dell’Eneolitico in Campania. Sono state individuate numerose capanne, risalenti a 4500-4000 anni fa circa, diverse per forma e dimensione, dotate di un muro perimetrale in pietra a secco che doveva sorreggere l’intera struttura lignea, non più conservata. All’interno sono stati rinvenuti vasi di ceramica d’impasto e strumenti litici, esposti in mostra, insieme a numerosi cinerari.
Il museo ospita inoltre i reperti rinvenuti negli anni ‘70 nel giacimento del paleolitico medio scoperto nei pressi del paese di Montemiletto, nella cava di Brogna insieme ai ritrovamenti nel territorio del Comune di Torre le Nocelle in contrada Felette risalenti al neolitico finale-eneolitico (V-IV millennio a.C.), insediamento che controllava il passaggio dalla valle del Sabato a quella del Calore.

avellino Data/e: 07 Gennaio 2018 Costo: gratuito