Sinco: dal 1983 il gioco di Natale must-have per tutta la famiglia

Un grande successo nato dalla creatività del napoletano Emilio Salvatore
di Marina Indulgenza - 19 Dicembre 2016
Sinco: dal 1983 il gioco di Natale must-have per tutta la famiglia

Nella maggior parte delle abitazioni napoletane (ma non solo), riposta da qualche parte insieme all’albero di Natale, alle decorazioni, alle luci e agli addobbi, c’è una scatola a forma di parallelepipedo sulla cui facciata principale è rappresentata un’allegra famiglia al tavolo da gioco, mentre  lateralmente campeggia in bella vista la scritta: “Sinco – gioco delle 5 combinazioni”.

Con l’approssimarsi delle festività natalizie, mentre tutti gli oggetti prima elencati saranno finalmente utilizzati per decorare le abitazioni di cui sopra, la scatola del “Sinco”, debitamente spolverata, servirà ad allietare le serate in compagnia di familiari e amici.

Il gioco in sé è davvero semplice e divertente, quello che probabilmente non tutti sanno è che il signore sorridente raffigurato sulla scatola e perfettamente calato nel ruolo del padre di famiglia-giocatore d’azzardo, altri non è che l’inventore del gioco, il signor Emilio Salvatore, che nel lontano 1983 ideò e progettò questo “must-have” per famiglie & Co. nel periodo natalizio.

L’idea nacque a bordo di una nave da crociera, dove il signor Emilio si trovava in vacanza con la sua famiglia. Qui, seduto al tavolo da gioco intento a fare una partita al Bingo, non riuscì a non pensare che gli americani, in un certo senso, pur modificando qualche particolare, avevano “rubato” la tombola agli italiani. Così, una volta rientrato a Napoli, pensò e ripensò a un gioco tutto partenopeo che unisse il principio del Bingo con lo spirito della tombola.

Detto, fatto: bastò sostituire le carte napoletane ai numeri del gioco americano e mettere il mazzo di carte al posto del “Panariello” della tombola. Una volta stilato il regolamento, poiché le combinazioni possibili del gioco erano cinque, decise di chiamarlo “Sinco” in omaggio alla lingua spagnola perché gli piaceva di più. Una volta terminata la fase creativa, il signor Emilio assemblò il cartellone, le carte e le cartelle nella sua fabbrica – una merceria che vanta più di trent’anni di attività – poi si dedicò alla produzione e alla distribuzione del gioco. Il successo fu immediato, non solo a Napoli, ma anche nelle principali città del sud Italia. 

Resta da chiedersi come mai, nonostante il successo, “Sinco” non sia stato mai distribuito dalle grandi case di produzione di giochi da tavola. Semplicemente perché il signor Emilio, che per sua fortuna non aveva bisogno di soldi, non ha mai voluto vendere il brevetto del gioco e ha preferito che questa idea restasse per sempre la sua. Ovviamente, la sua soddisfazione più grande, che non è quella economica, risiede sopratutto nel fatto che, a distanza di anni, continui a ricevere complimenti per il suo “Sinco”, orgoglioso che questo gioco, nato “tanto per provare”, sia un momento di aggregazione e divertimento per tutti, specialmente a Natale.

avellino, benevento, caserta, napoli, salerno Il sito internet del Sinco