Il Menù di Natale con ècampania

Alcuni consigli per portare sulle vostre tavole le migliori specialità culinarie della nostra tradizione
di Clelia Esposito - 19 Dicembre 2019

La nostra regione si è sempre contraddistinta per le sue bontà e fantasie gastronomiche, pietanze e leccornie che fanno gola ad ogni palato. E trattandosi di cibo, esistono delle ricorrenze che rassomigliano a delle vere e proprie istituzioni: una di queste è il menù di Natale.

Prima di inoltrarci nei profumi e negli aromi culinari della festività più attesa dell’anno, è giusto fare una precisazione. C’è una sostanziale differenza tra il cenone della viglia ed il pranzo di Natale, il primo è prevalentemente basato su pietanze di pesce, il secondo si concentra invece su piatti a base di carne. Partendo da questa diversificazione, che mette d’accordo gran parte delle famiglie di origini campane, eccovi di seguito alcuni consigli per portare a tavola le migliori specialità della nostra tradizione.

Per il cenone della Vigilia, vi consigliamo di inaugurare la tavola con un delicata bruschetta o fresella condita con olio d’oliva e pomodorini del Vesuvio, accompagnata da mozzarelline di bufala, olive verdi e lupini gialli. Per proseguire, un polpo all’insalata o se lo si preferisce, alla Luciana; in alternativa, potreste optare per le alici marinate di Cetara. Se invece siete amanti dei rustici, non vi resta che preparare un must della cucina partenopea, la pizza di scarole.

Come primo piatto, la sera del 24 dicembre, vincono i frutti di mare: perché non cucinare allora uno spaghetto con vongole veraci e pomodorini gialli? O volendo, per spiazzare gli invitati, potreste preparare tubettoni con cozze ceci e carote.

Immancabile sui banchi del pesce, nei supermercati e sulle tavole natalizie, è il baccalà, meglio se accompagnato dal Catalanesca, oppure nella versione irpina, cucinato alla pertecaregna. Non fatevi mancare, i broccoli di Natale al limone, un semplicissimo contorno da realizzare.

Per il pranzo di Natale, l’antipasto è ricco di ogni bene. Tanto per cominciare, potreste imbandire la tavola con la cacio ricotta del Cilento, con Il pecorino Bagnolese, un’eccellenza irpina, le sfiziosissime pizzelle di ricotta e salame ed il tanto amato provolone del monaco. Proseguendo poi con i migliori salumi della nostra regione: l’inconfondibile salame Napoli, la soppressata di Gioi e la soppressata di Vallo di Diano ed ancora la salsiccia di castelpoto.

Non può mancare in questa giornata, la minestra maritata, un piatto complesso nella preparazione ma estremamente saporito e da mangiare nel rispetto della tradizione.

Per i primi piatti, a Natale, il sugo la fa da padrone. Potete quindi divertirvi a farcire cannelloni, ravioli capresi, gnocchi alla sorrentina, o mantenervi sul classico ragù, che va preparato in largo anticipo così da lasciarlo “pippiare” abbastanza. In alternativa, vi consigliamo una tradizionale zuppa natalizia beneventana, il brodo  con il cardone; perfette per l’occasione sono anche le taratelle di Valva, una pasta all’uovo fatta a mano.

Come secondo, in genere, viene servita la carne cotta nel medesimo sugo dei primi, in tal caso, con le polpette al sugo, farete felici tutti. E perché no, anche il delizioso coniglio all’ischitana, il pollo ripieno di origini irpine o il classico e bene amato salsiccia e friarielli. Non dimentichiamoci del tanto decantato peperone imbottito.

Questi saporitissimi secondi, suggeriamo di accompagnarli con la classica insalata di rinforzo, e dell’ottimo pane cafone.

In entrambe le giornate, le tavole sono imbandite di frutta secca e mandarini. Di questi ultimi, mi raccomando, non dimenticate di conservare le bucce, perché si sa, tornano utili per sulle cartelle della tombola napoletana.

Siamo giunti alla portata più attesa, i dolci. Nel Cilento si termina il pranzo di Natale con le pastorelle alla castagna oppure con gli scauratielli, la dolce ciambella natalizia. Passando in Irpinia, si preferiscono il rollè di castagnaccio e le scarpegghie di Calitri. La tradizione partenopea preferisce invece: il babà, che soddisfa sempre tutti i gusti, la sfogliatella, i susamielli, i roccocò, i pullece ‘e monaco, gli struffoli e i simpaticissimi Figli di Zoccola. Il tutto può essere accompagnato da un distillato di albicocca del Vesuvio.

Dopo tanto ben di Dio, non ci resta che digerire. Eccovi alcuni tra i liquori più consumati ed apprezzati della nostra regione: il classico limoncello, un ottimo China Pisanti il liquore più famoso d’Italia, bevuto alle Falde del Vesuvio. Se amate invece un gusto più denso, vi suggeriamo il Babba Re, una delicata e morbida crema di rhum che contiene gustosi pezzetti di dolce. Nel beneventano troviamo il rinomato Liquore Strega, mentre i procidani preferiscono bere il Fogliolì.

Se non gradite gli amari, vi suggeriamo una bella tisana natalizia per assaporare il dolce gusto del Natale appena trascorso e il calore delle festività.

Inoltre, se siete alla ricerca del vino giusto da servire in tavola, non vi resta che leggere i nostri consigli sull'etichetta perfetta.

Sereno Natale dalla redazione di ecampania.it!

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