La cena perfetta per San Valentino

Dall’antipasto al dolce, con un vino adatto a rinverdire l’eros di una serata speciale
di Maddalena Marano - 10 Febbraio 2016
La cena perfetta per San Valentino

La ricorrenza di San Valentino, festeggiata quasi in tutto il mondo, fu istituita nel 496 d.C. da Papa Gelasio I, probabilmente con lo scopo di cristianizzare la festa pagana dei lupercalia, dedicata alla fertilità. 

San Valentino, nato a Terni nel 175 d.C. e consacrato Vescovo nel 197 d.C., dedicò la sua vita all’evangelizzazione ed alla protezione della comunità cristiana della sua città dove infuriavano le persecuzioni religiose. Patrono della sua città natale, San Valentino è passato alla storia come il protettore degli innamorati grazie a diverse leggende legate al suo nome. 

La più famosa di queste storie narra di un giovane centurione romano di nome Sabino e del suo amore, ricambiato, per la giovane e bellissima Serapia al punto che la chiese in sposa ai suoi genitori. Questi però, non acconsentirono al matrimonio poiché Sabino non era di fede cristiana. Allora, per amore della ragazza andò daValentino, Vescovo della città, e gli chiese di potersi convertire alla religione della sua amata. Venuti a sapere della conversione del ragazzo, i genitori di Serapia acconsentirono di buon grado all’unione tra i due giovani ma, mentre si preparavano i festeggiamenti per le nozze, la giovane si ammalò gravemente. Quando il centurione comprese che per la sua amata non c’era più nulla da fare, mandò a chiamare il Vescovo Valentino e gli chiese di fare in modo di non doversi separarsi da Serapia, poiché la sua vita non avrebbe avuto più alcun senso senza di lei. Di fronte ad un amore tanto puro e sincero, secondo la leggenda, Valentino decise di esaudire il desiderio del giovane celebrando il matrimonio tra i due e facendoli cadere in un sonno beato, uniti per l’eternità.

Per celebrare quest'amore quale modo migliore se non una deliziosa e intima cena a due dove la nostra napoletanità la fa da padrona, con menù e ricette della tradizione: antipasto di "ammiscafrancesca d'ammere", un primo di "rise cu 'o niro 'e seccia", secondo con "treglie n'cartoccio" e per concludere in dolcezza "babà mignon". Ecco gli ingredienti e la preparazione per due persone:

Ammiscafrancesca d'ammere
mezzo kg circa di gamberi di Nassa
125 ml di panna da cucina 
Ketchup mezzo bicchiere    
125 ml Mayonesse
1 cucchiaino di Worchester Sause (salsa inglese piccante ed agrodolce)  
1 cucchiaino da caffè di Mostarda
50 ml di Whisky
50 ml di Cognac

Prendiamo i gamberi e facciamoli appena scottare in acqua bollente, dopodiché priviamoli dei gusci e prepariamo una salsetta con maionese, ketchup, salsa Worchester, mostarda, panna da cucina, cognac e whisky mescolando il tutto con un cucchiaio di legno, quando tutto sarà ben amalgamato. Iniziamo ad unirvi i gamberi sgusciati; lasceremo, poi, riposare ed assimilare tutti i profumi e sapori. Intanto, tagliamo a julienne qualche foglia di radicchio e di insalata dolce locale, uniamo le verdure alla salsa. Prendiamo, poi, delle terrine da portare in tavola, adorniamole con una foglia di radicchio ed una di insalata versiamo su di esse la nostra Ammiscafrancesca d'ammere e serviamo come antipasto.

Rise cu 'o niro 'e seccia 
160 gr di riso
Mezzo Kg di seppie
mezzo lt di brodo
Aglio
vino
salsa
olio
sale
prezzemolo

Tagliamo le seppie a pezzetti, avendo cura di conservare i sacchetti del nero. Friggiamo i pezzetti in olio ed aglio. Dopo un po' togliamo l'aglio ed aggiungiamo il riso continuando la cottura per circa 15 minuti. Versiamo un bicchiere di vino bianco secco. Dopo che è evaporato, aggiungiamo la salsa. Versiamo il brodo lentamente e mescoliamo. A riso cotto aggiungiamo il nero e mescoliamo. Serviamo con una manciata di prezzemolo tritato.

Treglie n'cartoccio
5 triglie
pangrattato
olio
limone
prezzemolo
origano
aglio
pepe
sale
5 fogli di carta oleata

Passiamo su triglie (di qualche etto) un impasto formato da pepe, sale, olio, aglio, origano, aceto, prezzemolo e limone. Avvolgiamo le triglie nei fogli di carta oleata e mettiamole nel forno in un tegame con un filo d'olio. Lasciamo cuocere per una mezz'oretta.

Baba' mignon (per 5 babà)
Per la pasta:

120 gr farina
40 gr burro
20 gr zucchero
2 uova
10 gr lievito di birra
2 gr sale fino
Per lo sciroppo al rhum
15 cl acqua
80 gr zucchero
0,750 rhum
Per ungere:
25 gr burro

Con un terzo della farina facciamo un panetto: sciogliamo il lievito di birra in 1/2 cucchiai di acqua tiepida e amalgamiamo alla poca farina. Lavoriamo la pasta col polso fino a renderla liscia quindi mettiamola su un piatto infarinato a lievitare per una trentina di minuti. Quando si è gonfiata mettiamola in una ciotola concava, versiamo le uova, il burro tenuto per qualche ora a temperatura ambiente e amalgamiamo con le dita. Aggiungiamo la restante farina, lo zucchero e il sale. Ottenuto un impasto morbido, sbattiamolo prendendolo tra le dita, sollevando e sbattendo nella stessa ciotola fino a quando presenta delle bolle. A questo punto lasciamolo nello stesso recipiente per circa 40 minuti a lievitare. Quando è cresciuto, mettiamolo in 5 formette del diametro di 6 centimetri e dell'altezza di 5-6 centimetri unte di burro riempiendo fino a metà, lasciamo lievitare di nuovo e poi inforniamo in forno già riscaldato a 180°. Sformare i Babà e lasciarli raffreddare. 

Prepariamo ora lo sciroppo,  facciamo bollire per un paio di minuti l'acqua con lo zucchero. Poniamo un Babà per volta su un piatto fondo e versiamoci lo sciroppo caldo su tutti i lati. Al momento di servire bagnamo i Babà con rhum e sistemiamoli su un vassoietto ricoperto da un tovagliolo. Tempo di lievitazione:2 ore. Tempo cottura: 15 min a 180°.

Ovviamente ora la fase di più gradevole la scelta dell' abbinamento perfetto per un San Valentino frizzante ed emozionante, profumato e inebriante: un vino che risveglia l’eros, ideale da abbinare ad un appuntamento a due immersi in un’atmosfera a lume di candela. Il nostro consiglio è Furore Bianco Fiorduva, sul mare di Furore, Cantine Marisa Cuomo. Un vino dal colore giallo carico con riflessi oro. L'odore ricorda l'albicocca ed i fiori di ginestra, con richiami di frutta esotica. Al gusto è morbido, denso e caratterizzato da una importante persistenza aromatica di albicocca secca, uva passa e canditi, insomma un vino da forti passioni.

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