La Campania e quella antica devozione per la "Grande Madre"

Il culto ancestrale dalle matres matutae ai Santuari Mariani
di Giovanni Vasso - 02 Febbraio 2017
La Campania e quella antica devozione per la "Grande Madre"

C’è un culto antichissimo che unisce la Campania, prima ancora che la geografia. E a cui nonostante i millenni, le conversioni, le invasioni, le guerre e la pace, le consacrazioni, la Campania rimane devotissima. È quello delle matres matutae, che è germe ancestrale di una tradizione ultramillenaria di devozione alla Madre e alla Fertilità.

Le matres matutae sono, fisicamente, delle statuette di donna seduta (talvolta in piedi) con dei bambini in braccio. Estremamente stilizzati, rassomigliano spesso a delle grosse dita. E la suggestione non è di poco conto dato che ha affascinato uno dei più grandi studiosi dell’eredità indoeuropea, e cioè Georges Dumézil.

Dumézil intravide nel culto di queste statuette un comune retaggio nelle civiltà pre-romane che vissero in Italia prima che nascesse la città dei sette colli. E che la romanità assorbì nella figura divinizzata dell’Aurora dalle dita rosa. La religione romana è stata prima un codice che una dottrina, prima giurisprudenza che filosofia. Che accoglie, elabora e restituisce in un unico pantheon tradizioni e eredità diversissime (almeno all’apparenza) tra di loro.

Le matres matutae sono retaggio delle credenze delle genti italiche. In tutto il territorio che oggi è la Campania, sono numerosissime le testimonianze del culto della Madre. Da Capua fino a Paestum, la presenza delle statuette è attestata in ognuno degli angoli della Campania calpestati dalle genti che parlavano quella lingua misteriosa che è ancora oggi l’osco.

Il filo con quella tradizione non s’è mai spezzato, tutt’altro. La devozione diffusa per la Madonna testimonia che quel culto ancestrale vive ancora oggi. Dalla misterica Madonna dell’Arco fino alla Grande Madre per eccellenza, Mamma Schiavona a Montevergine, passando per le decine e decine di santuari mariani diffusi in tutta la Campania, tra cui la peculiarissima Madonna del Granato di Capaccio e le decine di Madonne del Latte che, da Capodimonte fino alle aree interne della Campania, nessuno è riuscito a strappare dal cuore dei fedeli. 

La Campania è devota alla Madonna, ma non da oggi né da quando Roma iniziò a farsi cristiana. Da qualche millennio prima.

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